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Nè "destra", nè "sinistra" : tiriamo dritto !
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IL GOTHA

Friedrich Nietzsche, Julius Evola, Max Stirner

NON HANNO PERMESSO DI CITTADINANZA

I rompicoglioni di professione, i lettori anche accidentali di qualsiasi deiezione prodotta dalle bocche di lacchè filo-imperiali e filo-giudaici, le casalinghe disperate, i moralisti religiosi, i sostenitori della squadra calcio Juventus F.c., i filosofeggianti cristianisti

FRASI DEL SECOLO

"La principale differenza tra democrazia e dittatura è che nella prima devi votare per farti comandare !"

"Essere giovani e non essere rivoluzionari è quasi contronatura"

"Dio è morto e se mi avesse incontrato sarebbe ri-morto"

"La libertà è schiavitù"

"I politici non sono più quelli di una volta, le donne non sono più quelle di una volta.....solo la retorica è rimasta uguale"

"La cura dell'anziano è in prima lista, quando l'eredità è ben in vista"






Blog-Caffè.



Mohammed II:  un grande conquistatore





 





"Caro paesino! Quante volte Ti penso! Se avessi le ali, volerei sui monti e valli per correre da Te. Quando l'aurora colorita di rose bacia le cime delle colline, quando il rosso di sera dipinge i boschi oscuri, i miei sensi sono con Te.!"


Questo blog non ha linea editoriale : è volutamente disarmonico, perchè tende a rappresentare la frammentarietà del reale. Il tenutario si considera un giovane romantico, spinto da sentimenti ideali, per quanto questa parola sia vaga.
Considera di gran lunga più grave l'ignavia del male, la vigliaccheria alla perfidia.


L'INTER Dà PIACERE MA LASCIA INSODDISFATTI: ESISTE FORSE UNA LIBIDINE MIGLIORE?

NERAZZURRO OLTRANZISTA


Questo blog supporta apertamente una parte del conflitto arabo-sionista. 


   Free East Turkistan







Giù le manacce dall' Iran




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Uno che avrei voluto conoscere.







Il paroliere vate




il menestrello popolare





Indubbiamente con la Repubblica di Ichkeria

( detta "Cecenia" )






 







 

Diario |
 
Diario
1visite.

10 ottobre 2007

Aiutiamo Zero




Il libro è stato un grande successo, ed è già in ristampa. 

Ora "Zero" diventa un film. E' il primo film d'inchiesta sull'11 settembre che uscirà nelle sale di mezzo mondo. Il curatore del progetto è stato Giulietto Chiesa, assieme a tanti altri artisti ed amici. 

Ora potete aiutare questo film, con un contributo non simbolico. Anzi. 
Sono 100 euro: tanti. 

Dico solo: chi se la sente, lo faccia...E' una grande opportunità per tutti, smontare la menzogna
.  

VI trasmetto quindi l'appello di Giulietto



 



Il film dal titolo " Zero-Inchiesta sull'11 settembre " (sito ufficiale www.zerofilm.it ), a cui ha partecipato direttamente anche Megachip, è stato ultimato, e con risultati che riteniamo di grande valore, artistico e politico.

La pellicola vede la partecipazione di Dario Fo , Moni Ovadia , Lella Costa , Gore Vidal e decine di esponenti del movimento per la verità sull'11 settembre da tutto il mondo e, aspetto non trascurabile, contiene novità assolute sul fronte dell'indagine.

L'uscita nelle sale è prevista per i primi di Novembre. Il film è ormai realtà ma, proprio ora che siamo in vista del traguardo di un'impresa che sembrava quasi impossibile, ci troviamo a fare i conti con un problema assai rilevante costituito dal fatto che entro la fine del mese di settembre dovranno essere acquistati i diritti d'autore delle ultime immagini acquisite inserite nella pellicola.

Ecco quindi la necessità di rivolgerci a tutti coloro che credono in questo progetto per chiedervi di aiutarci con un contributo personale di almeno 100 euro, equivalente al costo di un secondo di immagini .

Questo significa anche diventare in quota parte proprietari del film acquisendo il corrispondente diritto di partecipare agli utili derivanti dalla commercializzazione della pellicola. In particolare ad un contributo di 100 euro corrisponde una partecipazione pari allo 0,02% in considerazione del fatto che il budget complessivo ammonta a euro 500.000.

L'adesione di una buona parte degli iscritti e simpatizzanti di Megachip ci consentirebbe di raggiungere due importanti obiettivi. Terminare definitivamente l'opera e renderla proprietà comune di un più elevato numero di persone. Anche questo è, a suo modo, un obiettivo politico e culturale e rappresenta uno degli esperimenti più riusciti di proprietà diffusa di un film.

Inoltre, in sintonia e sinergia con il film, la scorsa settimana è uscito in libreria il volume da me curato con la collaborazione di Roberto Vignoli : “ ZERO - perché la versione ufficiale sull'11/9 è un falso ” edito dalla PIEMME, che vede la partecipazione di molte firme prestigiose del giornalismo e della cultura mondiale. Film e libro hanno la stessa presentazione grafica e si integrano vicendevolmente. Sono i due primi segmenti di un'operazione multimediale, e verranno seguiti dalla produzione di un DVD, che conterrà il film e le "note a pié di pagina", cioè alcune ore di materiali che non è stato possibile utilizzare nel film ma che costituiscono un imponente corpo di dimostrazione dell'assunto principale.

Se volete aiutarci, vi preghiamo di fare al più presto un bonifico bancario intestato a :
T.P.F. Telemaco s.r.l.
Banca Sella S.p.A, Roma, Piazza San Giovanni di Dio 5.
conto bancario 052906148230
ABI 03268
CAB 03205
CIN E
causale “COPRODUZIONE FILM ZERO”

Per comunicare la vostra intenzione o richiedere ulteriori chiarimenti potete scrivere a coproduzione@zerofilm.it oppure contattare personalmente:
Roberto Di Palma ( palmas62@tiscali.it ) cell. 348.3844944
Daniele Frongia ( danielefrongia@gmail.com ) cell. 347.6412048.
Vi saranno subito spediti il contratto e le istruzioni di compilazione.

Vi ringraziamo per tutto quello che potrete fare, Vi inviamo affettuosi saluti.

Giulietto Chiesa


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permalink | inviato da winstonsmith il 10/10/2007 alle 12:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

7 ottobre 2007

Scicli 1951: Delitto siculo-pakistano

"Ciò che noi riteniamo inaccettabile, perchè "arretrato", non è altro che l'atavismo di un'epoca passata"

Friedrich Nietzsche









Di Giovanni Maria Bellu

C'È stato un tempo, nemmeno tanto lontano, in cui somigliavamo moltissimo agli odierni "altri". Convivevamo serenamente con tradizioni che oggi troviamo inaccettabili. Ne abbiamo trovato una piccola ma agghiacciante dimostrazione sfogliando, nell'emeroteca della Biblioteca nazionale, la raccolta del Giornale d'Italia del 1951. La ricerca riguardava tuttaltro argomento, ma quel titolo, benché di dimensioni modeste, si faceva notare, "cantava" come dicono i vecchi caporedattori. Anche se si trattava di un canto lugubre: "Impicca la figlia per ragioni d'onore". Occhiello: "Un atroce delitto". Luogo e data: "Palermo, 27 marzo 1951".

Nell'articolo, una quarantina di righe non firmate, si raccontava una tragedia avvenuta il giorno precedente a Scicli. Protagonisti, tale Giuseppe Grimaldi, padre omicida, e la figlia quindicenne Maria Teresa la quale, "pur nella sua giovane età si era data alla prostituzione clandestina".

Testo: "La giovane, senza alcun freno, scappata di casa, aveva generato la triste collera del padre il quale, ligio ai principi dell'onore, umiliato e offeso dalla condotta corrotta della figlia, incapace di correggerla, dopo aver tentato in tutti i modi di sottrarla al male, non ha saputo contenere la propria collera che è esplosa nel raccapricciante delitto".

Il cadavere della ragazzina pendeva da un albero poco distante dalla casa di famiglia. Il padre omicida l'aveva esposto alla pubblica vista per rendere manifesta la propria responsabilità. Aveva agito, infatti, per ragioni che riteneva, se non condivise, almeno comprese dalla comunità. Non solo da quella locale. "Per ragioni d'onore", chiariva infatti il titolo (redatto a Roma, nella redazione centrale del quotidiano). E queste 'ragioni d'onorè non erano richiamate solo per chiarire al lettore l'atteggiamento psicologico dell'assassino. Erano condivise, fatte proprie dal giornalista e dal suo giornale, come risulta evidente dalla frase conclusiva dell'articolo: "L'omicida è mutilato di guerra, decorato di Medaglia d'argento al valore militare conseguita nella campagna di Spagna del 1937". Un uomo onorabile, dunque.

Nessun accenno, né nell'articolo, né nel titolo, agli uomini che avevano approfittato della ragazzina. Né al momento in cui "si era data alla prostituzione clandestina". Anche se l'insistenza sui vani tentativi tentativi fatti dal padre per "sottrarla al male" faceva intuire che la "condotta corrotta" era cominciata da tempo. Quando, cioè, la ragazzina era una bambina. Oggi gli anonimi clienti della "sfrenata giovane" verrebbero definiti stupratori e pedofili. Nel nostro ieri venivano trattati, da un giornale nazionale, come l'anonima clientela di una giovane depravata. E la notizia del sacrificio umano compiuto dal padre - che oggi avrebbe riempito per giorni le prime pagine - occupava due colonne in cronaca. Eravamo così.

5 ottobre 2007

Grazie

 

Voglio ringraziare il pm epurato De Magistris, il gip Clementino Forleo; l'intero staff di Annozero condotto da Michele Santoro .
Ieri, per due ore, ho avuto l'impressione di vivere in un paese libero.

Adesso si è già scatenata la cagnara attorno ad "annozero" : perfino "Valium" Prodi si è scomodato. Ha detto che "Annozero non è stato un bello spettacolo".
Santoro si trova esattamente come 5 anni fa, quando l'allora primo ministro Nano di Arcore minacciò, e in sostanza fece chiudere, la sua trasmissione "Il raggio verde".

Questo è il prezzo di far dire la verità, o frammenti di essa, nella tv italiana.



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permalink | inviato da winstonsmith il 5/10/2007 alle 14:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

3 ottobre 2007

NO ALLA FARSA DELL'8 OTTOBRE

 
No, adesso basta nascondere la testa nello sterco.
Il "protocollo" sul Welfare del 23 luglio, firmato da questo governicchio balneare e dalla lobby sindacale ( Cgil-Cisl-Uil), è una buffonata. 
Lo scalone rimane sostanzialmente, i coefficienti delle pensioni sono abbattuti del 6-8 %, la precarietà è legittimata.

Solo una non-partecipazione di massa alla "legittimazione popolare" - così osano definirla i vari Bersani - può far passare un messaggio chiaro: adesso basta.

Tutta la mia vicinanza agli operai di Mirafiori , quelli che le tv ne parlano solo quando fischiano, non quando lavorano.
Non li inquadrano al lavoro nelle catene di montaggio, non li inquadrano alle presse.

Qualcuno potrebbe accorgersi della vitaccia che fanno, se li inquadrassero con lo "zoom" mentre si arrabattano la vita per 1.100 euro al mese. E forse potrebbe chiedersi che fardello è lavorare ancora 2-3 anni quando sei stato 35 anni ad una catena di montaggio.










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permalink | inviato da winstonsmith il 3/10/2007 alle 13:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

2 ottobre 2007

"LICENZIAMENTO IS NOW "

Ricevo e volentieri pubblico dalla newsletter del Partito Comunista dei Lavoratori  http://www.pclavoratori.it/files/index.php






La Vodafone multinazionale leader del settore delle telecomunicazioni ha deciso di incrementare ancor di più il suo profitto esternalizzando 914 lavoratori, di diversi reparti e diverse città, Ivrea, Milano, Padova, Napoli e Roma a Comdata. 


 






L’azienda, che ogni anno chiude con profitti da capogiro, ha ben pensato di aumentare ancor di più i suoi guadagni liquidando i suoi dipendenti, con contratto a tempo indeterminato, a terzi.

Ha praticamente trattato i suoi dipendenti come se fossero delle sim scadute da buttar via, non considerando che si tratta di persone e di intere famiglie che pagheranno conseguenze pesantissime.

Il modo con cui poi la multinazionale britannica ha comunicato questa pseudo riorganizzazione aziendale è avvenuto tramite il Sole 24 ore e solo successivamente è stato formalizzato come previsto dalla legge.

Questa politica aziendale non sarà né la prima né ultima riguarda tutti i lavoratori della Vodafone e più in generale tutti i lavoratori del settore.
Non è un episodio nuovo che nel settore delle telecomunicazioni le aziende, grazie a tutte le leggi sul mercato del lavoro(dai pacchetti Treu alla legge Biagi), vendono i propri dipendenti, si vedano a tal proposito la Tim, H3G, la Wind, la Nokia, solo per citarne alcune. A questo va aggiunta anche l’incapacità dei Sindacati Confederali di categoria, sempre più legati a politiche sindacali concertative, di contrastare sin da subito le scelte di tali aziende attraverso mobilitazioni e forme di lotta.

Solo dopo la liquidazione dei 914 lavoratori è esplosa la protesta di tutti i lavoratori della Vodafone, attraverso blocchi stradali, presidi e sit in.





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permalink | inviato da winstonsmith il 2/10/2007 alle 14:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa

1 ottobre 2007

A VOLTE RITORNANO...

 


Buona giornata a tutti,

 

quand'era l'ultima volta che ci si era visti ? Manco delle lunghe e afose giornate agostane.

Francamente, ho avuto tanti impegni in questo periodo - almeno sono sembrati tanti ad uno scansafatiche come me, abituato alla poltrona e al dolce sottofondo dell' ozio - ma non è una scusa accettabile.

Ho gettato la spugna per un po' di tempo, tutto qui. Ci sono periodi in cui la tastiera scotta e le dita sono inerti; i copia-incolla di articoli ti sembrano attività tristi e ripetitive.  La blogosfera ti appare come un coacervo insensato di primedonne e buffoni che difficilmente nella vita noteresti.
E' prevalsa l'inerzia.

Ma adesso torno innanzitutto per rassicurare: sto benissimo, sano  come sempre. Quindi, NAdia, evita di fare brutte ricostruzioni riguardo alla mia scomparsa. Troppa cronaca nera, troppi "speciali" di Vespa hanno assuefatto a pensare male, questo è anche vero.

Sono stato 2 mesetti in stand-by, e forse ho fatto bene.
Da domani, spero, si torna alla missione virtuale e alla battaglia contro i soliti poteri.

Con una consapevolezza in più : in questi due mesi è assurto al dibattito pubblico il cosiddetto tema della "crisi della politica", ragion d'essere della nostra battaglia.

Il fatto che, finalmente, si parli di crisi della politica - che io chiamerei crisi definitiva della democrazia rappresentativa - è un grande traguardo.

Tutto siamo meno soli.


Iniziamo con la "data che ha cambiato tutto", quel giorno di settembre di 6 anni fa. Si lo so forse siete stanchi di sentirne parlare. Vi hanno stancato sia i sostenitori ( decerebrati o in malafede) della versione ufficiale e, forse, vi ha stancato anche chi cerca di divulgare perchè e come ci hanno buggerato. Ma credo sia importante sottolineare ogni prova, ogni puntello contro i veri "complottisti", quelli che sostengono l'impossibile ( cioè che 19 ragazzacci musulmani "fanatici" che a malapena parlavano inglese abbiano potuto fare tanto )

Scrive ComeDonChisciotte, che vi invito sempre a leggere:

DA PRISON PLANET/GOOGLE VIDEO

L’ ex pilota di caccia dell'aviazione Russ Wittenberg, che ha compiuto più di 100 missioni di combattimento in Vietnam, che è stato ai comandi degli aerei della Pan Am e della United per più di trent'anni e che in passato ha volato proprio su due degli aerei che sarebbero stati dirottati l’11-9 (United Airlines Flight 175 & 93), non crede nella teoria del complotto ufficiale del governo sull'11-9.

RUSS WITTENBERG: "Ho guidato proprio due degli aerei che furono coinvolti nell'11-9... Il volo 175 e il volo 93, il 757 che sarebbe precipitato a Shanksville, mentre il volo 175 avrebbe colpito la torre sud. Io non credo che sia possibile per... un cosiddetto terrorista addestrarsi su di un 172 [un piccolo Cessna, vedi foto sotto, n.d.t.], poi salire ai comandi del tipo di quelli di un 757-767 e condurre verticalmente l'aereo, condurre lateralmente l'aereo, farlo volare a velocità superiori per più di 100 nodi a quelle per cui è stato progettato, fare virate strette e ad alta velocità,... spingendo probabilmente 5,6,7 volte l'accelerazione di gravità... Non le avrei potute fare io e sono assolutamente sicuro che non le potessero fare loro."


[Il Cessna 172 usato dai presunti terroristi per addestrarsi. Accanto al titolo: un 767 del tipo di quelli coinvolti nell'11-9.]




 


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11 agosto 2007

Vediamo di capirci qualcosa

Rimango una settimana fuori dal Belpaese e quando torno so che scoppia la bolla speculativa americana.
Sui siti di informazione vera lo si preconizzava da anni: un'economia che si regga su debiti è destinata al fallimento. 

Adesso si cerca di minimizzare, ma il bubbone è scoppiato. Non risparmierà l'Europa, anzi.
Ho scelto questo articolo di Paolo de Gregorio

Si parla di Alleanza Atlantica, della Nato, della intangibilità di questo patto, come se a noi europei convenisse farne parte, e veniamo descritti come gigante economico ma nano militare e politico di cui i nostri nemici (?) farebbero un boccone. Ed ecco che due fatti, l’integrazione economica con il sistema e finanziario USA, e la nuova “guerra fredda”,cinicamente voluta dagli Usa con la decisione unilaterale di installare un sistema antimissile in Polonia e Repubblica Ceca, ci dicono che questa alleanza non è poi un grande affare per i cittadini europei.
Gli americani hanno rifilato a parecchie banche europee titoli azionari molto pericolosi, legati ai mutui immobiliari americani, e le banche europee, in aperto comparaggio con quelle americane, hanno trovato i gonzi che se li sono accattati e, ora che il sistema è in sofferenza, scaricano sui risparmiatori europei la crisi.
Nella sostanza l’Europa ci ha già rimesso la bella cifretta di 430 miliardi di Euro e gli Usa hanno così scaricato una parte del fallimento di scelte fatte dal loro spregiudicato e feroce sistema finanziario e bancario.
Su un altro terreno, forse ancora più pericoloso, ci stiamo rimettendo restando ancora a rimorchio di una politica di contrapposizione alla Russia e al mondo arabo, che invece sarebbero i nostri naturali interlocutori per una integrazione economica e politica, che farebbe dell’Europa un importantissimo polo di un mondo giustamente multilaterale.
La guerra fredda di nuovo conio è una misura anglo-americana, principalmente diretta contro l’Europa, per impedire il costituirsi di una economia integrata, per impedirci di pagare il petrolio in Euro, per impedirci una politica di pace e di buon vicinato che darebbe nel medio termine risultati eccezionali.

Chi non vuole riconoscere questa evidente verità, e accetta le basi Usa e Nato sul territorio europeo, che sono qui solo per ricattarci e coinvolgerci nella loro politica aggressiva, deve sapere che l’Europa come entità politica non vedrà mai la luce e le decisioni che riguardano il nostro futuro saranno prese a Londra e a Washington.

Noi europei, non solo non abbiamo bisogno di falsi amici amerikani, non abbiamo vitale bisogno di nessuna merce proveniente dal loro paese, non abbiamo bisogno di protezione militare perché la via maestra è una politica di PACE, di rispetto e di interscambio economico, ma, deve essere chiaro una volta per tutte, che questa alleanza mortifica la prospettiva dell’autonomia europea, ci dà il ruolo di provincia dell’Impero Usa, e vi è una intima connessione tra la presenza militare Usa sul territorio europeo con la strategia di impedire all’Europa di diventare il più temibile competitore Usa.

Paolo De Gregorio




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3 agosto 2007

PERIODO DI RIPOSO

 Ringrazio tutti gli amici e i meno amici per l'attenzione e auguro a voi e alle vostre famiglie un meritato riposo. Mi scuso per la non sempre altissima frequenza con cui visito i  vostri blog.

Vi lascio un commiato musicale molto bello. Cliccate qui sotto. Spero funzioni il link ( continuo a rimanere un impedito nei videpost). 

http://it.youtube.com/watch?v=nToBil4i0Wk




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30 luglio 2007

Ricetta per un'Italia unita

 







Scrive Giano Accame

Come renderci utili all'Italia?

«Il mercato politico -scrive Accame- così ripetitivo nei suoi argomenti, si va consumando di noia. Questo clima lo si renderebbe ancora più uggioso continuando ad alimentare tra gli epigoni di diverse culture della rivoluzione, accomunati dall'ansia di cambiare l'uomo ma ferocemente avversi su molti dettagli di come cambiarlo, umori simili a quelli che contrapposero cattolici e protestanti o tutt'ora contrappongono sciiti e sunniti».
L'esigenza attuale è quella di procedere ad una graduale, paziente opera di ricomposizione dei tessuti lacerati nei feroci contrasti civili della prima metà del secolo. A questo superamento contribuisce la riscoperta scientifica delle rosse radici del movimento fascista, del filo rosso con cui se ne può ricucire l'analisi. Una operazione già compiuta da De Felice, Del Noce, Bocca, Settembrini, come Accame ricorda insistentemente, ma che per la prima volta, ad oltre 40 anni dal 1945, viene ora approfondita dall'interno, «da destra».

Ma siccome in politica non si può mai correre troppo, se si vuole essere intesi e seguiti, anche la prospettiva minore indicata da Accame non va trascurata. Quella di limitarsi per ora ad un primo cauto, civile dibattito su delle tesi che possono avere comunque «l'effetto di ridurre le distanze psicologiche, le diffidenze e avversioni che dividono fra di loro milioni di italiani». Se anche solo se ne ricavasse «un'Italia meno lacerata, meno nevrotica, più tollerante, più capace di comprendere se stessa e le parti che la compongono», il risultato sarebbe apprezzabile. Mi auguro che sinistra e destra non indulgano alla pigrizia mentale delle loro reciproche intolleranze e si mettano nelle condizioni di rendere questo servizio a se stesse e al paese.




permalink | inviato da winstonsmith il 30/7/2007 alle 8:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa

26 luglio 2007

Urgente:Firmiamo contro il "giornalismo" spazzatura

Oggi vi segnalo l'iniziativa lanciata dal settimanale Reset: una raccolta firme contro il Pinocchio d'Egitto Magdi Allam, diventato vicedirettore del Corriere di Sion grazie alla sua impareggiabile propensione a seminare l'odio contro i musulmani.  L'Allam non ha esitato a spargere spesso notizie calunniose verso chiunque osi sbarrargli la strada ed ha annunciato, da buon pagliaccio, di voler scendere in politica. Farà compagnia a Fabrizio Corona




I


Per molto tempo - anche troppo - Magdi Allam ha fatto il bello e cattivo tempo in materia di Islam e Immigrazione in Italia, senza che nessuno osasse chiedergli conto di ciò andava affermando e sostenendo. I suoi critici erano (e sono) additati come terroristi o fiancheggiatori di terroristi. La scorta - assegnatagli sulla base di Dio sa quali considerazioni -brandita come status symbol e come deterrente: non si può criticare Magdi Allam perché - a suo dire - sarebbe minacciato di morte.
Ma Magdi Allam non è, o meglio non è più, un giornalista. Ha dichiarato di voler fare politica. Si appresta a fare politica. Questo significa che dovrà fare i conti con l'elettorato e con le sue critiche. Abbi quindi la decenza di dimettersi dal Corriere e di fondare il suo movimento, come aveva anticipato. La smetta di spacciare i suoi proclami e i suoi comizi per informazione giornalistica e presentazioni di saggi, e accetti di essere giudicato per le sue idee, che non sono affatto verità rivelate.
Conosco personalmente molti dei docenti e giornalisti firmatari dell'appello. Ho visto che fra di loro c'erano lettori silenziosi e non di questo blog. Per questo mi permetto di attirare la loro attenzione su un fatto importante: è giunto il momento di smettere di indignarsi perché Magdi Allam ha commesso questa o quell'altra "scorrettezza" giornalistica. Iddio, e il voto, ci salvino invece da quelle che potrebbe commettere se un giorno dovesse far parte - a qualsiasi livello - di un governo.
Detto questo, credo che sia ora di chiedere al presidente Napolitano di conferire al Prof. Paolo Branca, promotore dell'appello, l'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. E' ora di premiarlo per il suo coraggio e soprattutto i suoi sforzi a favore dell'integrazione. Mi sembra che tale onorificienza, destinata a "ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari" sia più che meritata, nel suo caso. Le adesioni vanno inviate al seguente indirizzo: meritoperbranca@gmail.com. Si prega di diffondere l'appello.


Onore al merito, e ai firmatari!
Paolo Branca, David Bidussa, Giancarlo Bosetti, Enzo Bianchi, Gadi Luzzatto Voghera, Angelo d'Orsi, Paolo De Benedetti, Nasr Hamid Abu Zayd, Nina zu Fürstenberg, Giovanni Miccoli, Marco Varvello, Alberto Melloni, Agostino Giovagnoli, Ombretta Fumagalli Carulli, Patrizia Valduga, Michelguglielmo Torri, Pippo Ranci Ortigosa, Anna Bozzo, Dario Miccoli, Isabella Camera D'Afflitto, Francesca Corrao, Ugo Fabietti, Brunello Mantelli, Sumaya Abdel Qader, Diego Abenante, Giorgio Acquaviva, Roberta Adesso, Claudia Alberico, Marco Allegra, Massimo Alone, Daniela Amaldi, Maurizio Ambrosini, Sara Amighetti, Lubna Ammoune, Michael Andenna, Giancarlo Andenna, Carlo Annoni, Caterina Arcidiacono, Barbara Armani, Monica Bacis, Pier Luigi Baldi, Anna Baldinetti, Giorgio Banti, Gianpaolo Barbetta, Roberto Baroni, Elena Lea Bartolini, Annalisa Belloni, Giovanni Bensi, Michele Bernardini, Giovanni Bernardini, Francesca Biancani, Giovanna Biffino Galimberti, Valentino Bobbio, Giuliana Borello, Franco Brambilla, Daniela Bredi, Alberto Burgio, Paola Busnelli, Maria Agostina Cabiddu, Fabio Caiani, Alfredo Canavero, Paolo Cantù, Fanny Cappello, Franco Cardini, Paola Caridi, Lorenzo Casini, Fabrizio Cassinelli, Paolo Ceriani, Maria Vittoria Cerutti, Francesco Cesarini, Michelangelo Chasseur, Antonio Chizzoniti, Franca Ciccolo, Cornelia Cogrossi, Chiara Colombo, Annamaria Colombo, Silvia Maria Colombo, Alessandra Consolaro, Giancarlo Costadoni, Antonio Cuciniello, Giovanni Curatola, Irene Cusmà, Cinzia Dal Maso, Monia D'Amico, Laura Davì, Francesco D'Ayala, Fulvia De Feo, Fulvio De Giorgi, Paolo di Giannatonio, Miriam Di Paola, Rosita Di Peri, Maria Donzelli, Camille Eid, Fabrizio Eva, Guido Federzoni, Alessandro Ferrari, Valeria Ferraro, Nicola Fiorita, Francesca Flores d'Arcais, Filippo Focardi, Daniele Foraboschi, Guido Formigoni, Ersilia Francesca, Annalisa Frisina, Carlo Galimberti, Enrico Galoppini, Laura Galuppo, Antonella Ghersetti, Mauro Giani, Aldo Giannuli, Manuela Giolfo, Fabio Giomi, Emanuele Giordana, Demetrio Giordani, Gianfranco Girando, Elisa Giunghi, Carlo Giunipero, Anna Granata, Francesco Grande, Fabio Grassi, Maria Grazia Grillo, Laura Guazzone, Rachida Hamdi, Virgilio Ilari, Massimo Jevolella, Massimo Khairallah, Chiara Lainati, Giuliano Lancioni, Filippo Landi, Angela Lano, Clemente Lanzetti, Paolo La Spisa, Raffaele Liucci, Claudio Lojacono, Silvia Lusuardi Siena, Monica Macchi, Paolo Maria Maggiolini, Paolo Magnone, Roberto Maiocchi, Diego Maiorano, Gabriele Mandel Khan, Patrizia Manduchi, Ermete Mariani, Annamaria Martelli, Paola Martino, Elisabetta Matelli, Vincenzo Matera, G. Mazzola Nangeroni, Carlo Maria Mazzucchi, Alessandro Mengozzi, Alvise Merini, Saber Mhadhbi, Ferruccio Milanesi, Stefano Minetti, Marco Mozzati, Vincenzo Mungo, Beniamino Natale, Enrica Neri, Sergio Paiardi, Francesco Pallante, Monica Palmeri, Simona Palmeri, Maria Elena Paniconi, Irene Panozzo, Michele Papasso, Daniela Fernanda Parisi, Antonio Pe, Fausto Pellegrini, Claudia Perassi, Alessio Persic, Marta Petricioli, Martino Pillitteri, Daniela Pioppi, Paola Pizzo, Alessandro Politi, Paola Pontani, Antonietta Porro, Gianluca Potestà, Rossella Prandi, Abdelkarim Hannachi, Elena Raponi, Savina Raynaud, Riccardo Redaelli, Giuseppe Restifo, Michele Riccardi, Franco Riva, Marco Rizzi, Maria Adele Roggero, Maria Pia Rossignani, Ornella Rota, Monica Ruocco, Rassmeya Salah, Ruba Salih, Brunetto Salvarani, Giovanni Sambo, Marco Sannazaro, Paolo Santachiara, Milena Santerini, Maria Elena Santomauro, Cinzia Santomauro, Giovanni Sarubbi, Federico Ali Schuetz, Giovanni Scirocco, Deborah Scolart, Lucia Sgueglia, Ritvan Shehi, Rita Sidoli, Stefano Simonetta, Piergiorgio Simonetta, Lucia Sorbera, Carlo Spagnolo, Salvatore Speziale, Stefania Stafutti, Oriella Stamerra, Giovanna Stasolla, Piero Stefani, Alessandra Tarabochia, Dario Tarantini, Maurizio Tarocchi, Andrea Teti, Massimiliano Trentin, Emanuela Trevisan Semi, Lorenzo Trombetta, Michele Vallaro, Marisa Verna, Marco Francesco Veronesi, Fabrizio Vielmini, Edoardo Villata, Franco Zallio, Patrizia Zanelli, Francesco Zappa, Luciano Zappella, Boghhos Levon Zekiyan, Ida Zilio Grandi, Raffaello Zini, Ali Hassoun, Alexander Hobel,
Giuseppina Igonetti.









 



 














permalink | inviato da winstonsmith il 26/7/2007 alle 13:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa
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